PREMESSA
Tutti gli operatori del settore Costruzioni sono interessati da quella che è la “rivoluzione” BIM, comprese le aziende manifatturiere di prodotti e materiali per i Buildings, dato che la progettazione BIM si basa sull’utilizzo di oggetti 3D parametrici intelligenti.
Le aziende produttrici che mettono a disposizione i propri prodotti in formato BIM diventano pertanto protagoniste del settore.
La corretta modellazione di famiglie è una questione che nel panorama BIM viene di solito dibattuta in modo secondario rispetto a quanto concerne la metodologia nel suo complesso, sebbene sia fondamentale in quanto sua principale parte costituente. Lo scopo di questa serie di articoli è di promuovere la discussione inerente alla creazione di oggetti, con l’obiettivo di delineare le best practices che fanno di una famiglia BIM un prodotto ben realizzato, attraverso l’analisi critica di quanto al momento è reperibile sul mercato italiano.
Abbiamo individuato nella recensione di modelli realmente disponibili lo strumento più pratico per evidenziare aspetti positivi e negativi di una famiglia BIM, quindi il fine è da intendersi puramente costruttivo e finalizzato alla condivisione di osservazioni tra stakeholders per contribuire all’evoluzione del BIM.
ANALISI TECNICA
La famiglia analizzata è Shodō di Eclisse s.r.l, scaricabile in formato Revit direttamente dal sito del produttore.
Si tratta di un controtelaio per doppia anta scorrevole con stipiti filo muro, nella versione pensata per il cartongesso.
Il modello appartiene alla categoria “Porte” ed è stato realizzato con diversi livelli di dettaglio; essendo un elemento interno alla parete, tale differenziazione è apprezzabile quasi esclusivamente osservando l’oggetto isolato.
La famiglia è già caratterizzata da Tipi, corrispondenti alle larghezze acquistabili, manca invece la limitazione al parametro di Altezza così che l’utente lo possa impostare esclusivamente all’interno del range realmente disponibile.
Discutibile la scelta di fissare il valore di apertura della porta ad 1/4 della larghezza: l’utente che sceglie di variare tale parametro, aspettandosi una diversa chiusura delle ante, si trova invece ad aver modificato la larghezza della porta stessa.
Tra i parametri di tipo sono presenti anche due selettori (“menu a tendina”): Telaio e Controtelaio. Questi parametri permettono la scelta tra le famiglie nidificate presenti nel file. Il primo offre una sola opzione, che comporta un danneggiamento del modello; il secondo elenca tre possibilità che non influiscono però sulla modellazione.
Analizzando le famiglie nidificate si nota che tutte, ad eccezione di una, sono componenti di porte scorrevoli ad una anta e pertanto non dovrebbero essere presenti all’interno di questa famiglia (di conseguenza neppure i selettori).
Risultano presenti anche altri parametri non necessari, come ‘material main’ e ‘material secondary’ che, sebbene siano raggruppati con i parametri dei materiali, sono parametri di testo, quindi non collegati al browser.
Parametri superflui e famiglie nidificate estranee al prodotto appesantiscono inutilmente il file (ora già di 2.140 KB) oltre a creare confusione all’utilizzatore.
La possibilità di scegliere l’applicazione di una famiglia nidificata estranea al prodotto ha portato un danno al modello
La famiglia è comunque completa dei parametri utili ad individuare le principali caratteristiche del prodotto, oltre a contenere tutti i link agli approfondimenti eventualmente necessari. Risulta un po’ caotica la sezione dedicata a ‘Parametri IFC’, dato che contiene informazioni riguardo altri sistemi di classificazione; a tal proposito si ricordano le indicazioni sui raggruppamenti fornite da NBS Object Standard che hanno l’obiettivo di garantire che gli oggetti BIM facciano riferimento ad uno standard.
INFROGRAFICA RIASSUNTIVA
Scopri tutto sulle famiglie Revit contenute in BIM Starter





