Quando si tratta di intervenire su un edificio esistente, in particolare se di interesse storico-culturale, ad una prima fase di rilievo geometrico ed analisi storico-critica del manufatto segue un secondo rilievo, critico, accompagnato da ispezioni sul campo, indagini e verifiche. Questa seconda fase è atta alla stesura di un quadro fessurativo e all’analisi del degrado e dei dissesti.
La catalogazione ed analisi dei fenomeni di degrado che interessano un manufatto è un lavoro solitamente oneroso e, in particolare per gli interventi aventi ad oggetto edifici vincolati, la Soprintendenza spesso richiede una specifica documentazione contenente l’analisi del degrado. L’applicazione della metodologia BIM in progetti riguardanti il costruito esistente, compreso il patrimonio storico-culturale, può di gran lunga facilitare ed efficientare la mappatura del degrado, gestendone sia il computo che la rappresentazione.
Nel template BIM Starter abbiamo preimpostato quanto necessario a partire immediatamente con l’annotazione del degrado. È possibile tracciare su qualsiasi superficie l’area interessata dal fenomeno; scegliendo poi la tipologia di degrado dall’elenco disponibile, viene attribuita automaticamente all’oggetto una determinata rappresentazione grafica per la quale, all’interno del template, è già disponibile una legenda completa di rappresentazione fotografica, descrizione e indicazione delle cause di ogni tipo di degrado.
La lista e la grafica predefinite hanno origine dalla raccomandazione NORMAL 1/88, la più utilizzata per questo scopo e ripresa dalla normativa UNI, ma sono comunque liberamente adattabili alle singole esigenze.
Ogni area di degrado creata può ovviamente essere attribuita ad una specifica fase temporale della vita dell’edificio, facilitando così lo studio dell’evoluzione patologica dello stesso.
Oltre al tipo di degrado, è possibile anche definire un livello (basso-medio-alto oppure scala numerica) che ne identifica l’intensità. Una volta compilato il livello di degrado per ogni parte, si può facilmente ottenere una visualizzazione schematica delle aree più critiche attraverso i filtri già definiti nel template BIM Starter.
La stesura delle tavole di degrado all’interno del template BIM Starter risulta pertanto facilitata e rapida grazie alla presenza delle impostazioni grafiche già definite ed automatizzate, completate dalla disponibilità di un’etichetta specifica per gli elementi di degrado che può indicare la tipologia e il livello dello stesso.
Tradizionalmente oneroso è anche il computo delle superfici soggette a degrado. La metodologia BIM permette invece di efficientare i tempi di calcolo, eliminando ogni ipotesi di errore. La mappatura del degrado utilizzata in BIM Starter consiste di elementi dei quali è immediatamente conosciuta l’area. Un abaco appositamente strutturato è già presente nel template: organizza le superfici in base al tipo di degrado, riportandone il singolo dato metrico oltre al computo totale, contiene le informazioni sul livello di degrado e identifica la singola istanza tracciata.





